Il blocco ferroviario in Serbia mette a dura prova i servizi di frontiera

Il blocco ferroviario in Serbia mette a dura prova i servizi di frontiera
© IG srbija_voz
La Serbia ha sospeso i servizi ferroviari su tutto il territorio nazionale in vista di una grande manifestazione antigovernativa a Belgrado, con ripercussioni sul traffico interno e sui collegamenti transfrontalieri con l'Ungheria.

Sabato mattina presto, Srbijavoz, l'operatore ferroviario statale serbo, ha sospeso tutti i servizi ferroviari in tutto il Paese, una decisione che ha interessato anche i collegamenti ferroviari al confine tra Ungheria e Serbia.

Secondo dailynewshungary.com, lo stop totale del servizio è iniziato alle 4:15 del mattino del 23 maggio 2026; Srbijavoz ha annunciato che il traffico sarebbe rimasto sospeso per un periodo non specificato. L'operatore non ha fornito spiegazioni dettagliate in merito alla misura.

La sospensione ha inoltre causato disagi ai trasporti internazionali e transfrontalieri. I media serbi citati dal Daily News Hungary hanno riferito che un treno in viaggio dalla città costiera montenegrina di Bar verso Belgrado è stato fermato a Požega e che i passeggeri sarebbero stati trasferiti su autobus per il resto del tragitto.

Il servizio di informazione ferroviaria ungherese Mávinform ha comunicato che anche i treni passeggeri sono stati sospesi tra Röszke e Subotica, poiché le ferrovie serbe hanno interrotto il traffico passeggeri a tempo indeterminato. Il servizio ferroviario ha continuato a funzionare regolarmente sul tratto ungherese tra Szeged e Röszke.

I rapporti disponibili si sono concentrati principalmente sui servizi passeggeri, ma una sospensione a livello nazionale delle operazioni ferroviarie solleverebbe interrogativi anche per quanto riguarda i flussi merci attraverso la Serbia, compresi i corridoi internazionali che collegano i Balcani con l'Europa centrale.

La chiusura è avvenuta poche ore prima di un'importante manifestazione antigovernativa nel centro di Belgrado. France24, citando l'AFP, ha riferito che decine di migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza Slavija per rinnovare le richieste di elezioni anticipate. La protesta è stata guidata dal movimento studentesco, che è diventato la forza trainante delle manifestazioni anticorruzione in Serbia.

Il movimento di protesta è nato in seguito al crollo, avvenuto il 1° novembre 2024, di una pensilina recentemente ristrutturata alla stazione ferroviaria di Novi Sad, che ha causato la morte di 16 persone e lasciato un'altra persona paralizzata in modo permanente. Il disastro ha scatenato l'indignazione dell'opinione pubblica per i presunti casi di corruzione e negligenza nei progetti infrastrutturali statali.

Secondo France24, le richieste di un’indagine trasparente sulla tragedia di Novi Sad si sono nel frattempo trasformate in richieste più ampie di elezioni anticipate. Una delle manifestanti citate dall’AFP, Andjela, studentessa di architettura di 24 anni, ha affermato che l’obiettivo era dimostrare che il movimento non si era fermato. Il pensionato Zoran Savic ha dichiarato all’AFP che la Serbia deve diventare uno Stato democratico in cui lo Stato di diritto sia applicato in modo uguale a tutti.

Il Daily News Hungary ha sottolineato che, nell'ultimo anno e mezzo, i servizi ferroviari in Serbia sono stati sospesi più volte in vista delle manifestazioni dell'opposizione nella capitale. In alcuni casi precedenti, tra cui gli episodi verificatisi a marzo e ottobre 2025, le autorità hanno addotto come motivo delle chiusure la presenza di allarmi bomba.

Il presidente Aleksandar Vučić ha recentemente ipotizzato che le elezioni anticipate potrebbero tenersi tra settembre e novembre 2026, sebbene le elezioni parlamentari e presidenziali ordinarie siano ufficialmente previste per il 2027.

La situazione ha suscitato anche un ampio interesse a livello europeo. France24 ha riferito che venerdì il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha segnalato un peggioramento della situazione dei diritti in Serbia, citando gli attacchi contro attivisti e giornalisti, la riduzione dello spazio civico e i presunti abusi da parte delle forze dell’ordine durante le manifestazioni.

Per gli utenti del trasporto ferroviario, l'impatto immediato è stato di natura pratica: servizi nazionali compromessi, viaggi internazionali interrotti e un collegamento passeggeri sospeso al confine con l'Ungheria. Dal punto di vista politico, la tempistica dello sciopero ha posto il sistema ferroviario serbo al centro di un più ampio scontro incentrato sulla responsabilità pubblica, la sicurezza delle infrastrutture e il futuro del governo del Paese.


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