L'Unione internazionale dei custodi di carri (UIP) ha espresso preoccupazione per la decisione dell'Ufficio federale dei trasporti (UFT) svizzero di mantenere alcune misure nazionali di sicurezza ferroviaria a seguito delle conclusioni adottate a livello europeo. La discussione riguarda le misure concordate nell'ambito del Segretariato comune della rete (JNS), che riunisce l'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA) e le autorità nazionali di sicurezza.
Nel dicembre 2025, il JNS ha adottato all'unanimità misure di sicurezza armonizzate basate su una valutazione congiunta dei rischi. Il risultato ha sottolineato la solidità dell'attuale quadro europeo in materia di sicurezza e ha sollecitato un'attuazione coerente in tutti i paesi, piuttosto che l'introduzione di ulteriori requisiti nazionali.
Secondo l'UIP, la Svizzera ha partecipato al processo JNS e non si è formalmente opposta alle conclusioni durante la loro adozione. L'associazione ha successivamente osservato che l'UFT ha scelto di mantenere misure nazionali specifiche. Sebbene l'UIP ritenga che ciò possa creare potenziali complessità per gli operatori transfrontalieri, l'autorità svizzera mantiene la responsabilità normativa per la sicurezza ferroviaria nel proprio quadro nazionale.
L'UIP afferma che approcci nazionali divergenti possono portare a incertezze operative e giuridiche, in particolare per i detentori di carri attivi nel traffico merci internazionale. Allo stesso tempo, l'associazione sottolinea l'importanza di un dialogo continuo tra l'ERA, le autorità nazionali e le parti interessate del settore per garantire il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza, mantenendo al contempo l'interoperabilità.
L'organizzazione, che rappresenta oltre 250 gestori di carri merci in 14 paesi europei e una flotta di oltre 255.000 carri merci, afferma di rimanere impegnata in una cooperazione costruttiva volta a garantire chiarezza e allineamento nell'applicazione delle norme di sicurezza ferroviaria in tutta Europa.