Dalle rotte del Corridoio di Mezzo alle richieste di visibilità in tempo reale, nel 2025 la logistica non si occuperà più di spostare le merci da A a B, ma di coordinare i flussi su un terreno incerto. Tra le aziende che si stanno adattando a questo cambiamento c'è JUSDA, un integratore globale con radici nella logistica manifatturiera e sempre più presente in Europa.
Piuttosto che investire in beni, JUSDA si concentra sull'architettura del sistema: torri di controllo, interfacce standardizzate e routing multimodale in grado di adattarsi alle pressioni del mercato. "Ciò di cui i nostri clienti hanno bisogno oggi è l'adattabilità", afferma Vaclav Svoboda, Transport Operations Manager di JUSDA Europe. "Forniamo opzioni, non solo per quanto riguarda le modalità, ma anche per quanto riguarda il modo in cui vengono prese le decisioni all'interno della loro rete", aggiunge.
L'azienda ha costruito corridoi che combinano la ferrovia con il trasporto marittimo a corto raggio o su strada, offrendo alternative alle tradizionali rotte di trasporto merci est-ovest. Questo approccio si è rivelato prezioso in presenza di incertezze geopolitiche e infrastrutturali.
In occasione dell'apertura del Transport Logistic 2025 a Monaco di Baviera, operatori come JUSDA rappresentano una categoria in crescita nel settore: non si tratta di vettori, ma di progettisti di reti, che rispondono alla disruption non con la scala, ma con la struttura.